L’alta pressione delle Azzorre sta occupando in maniera più decisa l’Italia ed il Lazio sembra vivere un anticipo di estate con tempo soleggiato e chissà se anche il derby di Domenica 19 Aprile possa essere bollente ed infuocato, tanto da aver bisogno di una secchiata d’acqua come nella foto di copertina.
Ci sono partite che contano per la classifica, e poi ci sono quelle che restano.
Solidale Formia – Don Bosco Gaeta, valida per la 27a giornata del Girone H di Seconda Categoria, appartiene senza dubbio alla seconda categoria, in tutti i sensi: novanta minuti in cui la stagione, per qualcuno, può avere maggior significato quando siamo giunti a 4 giornate dal termine della regular season.
Perché se da una parte la Don Bosco Gaeta di mister Giuseppe Medina ha già fatto il suo, e lo ha fatto alla grande, dall’altra la Solidale Formia si gioca molto più dei tre punti: credibilità, orgoglio e la voglia di fermare la corazzata che ha dominato il campionato.
La stagione del team caro a patron Nino Arena è stata semplicemente superiore. Vittoria del campionato già in tasca con 4 turni di anticipo, miglior attacco e miglior difesa, finale di Coppa Lazio conquistata, e soprattutto la sensazione costante di avere sempre il controllo delle partite.
Una squadra matura, cinica, costruita per vincere e che infatti ha vinto e convinto. Arriva a questo derby senza l’assillo della classifica, ma con un altro tipo di pressione: quella di chi non vuole concedere nulla, nemmeno a giochi fatti.
E attenzione, perché proprio questo può renderla ancora più pericolosa e affascinante. Squadre così, libere mentalmente, dato che la finale di Coppa ci sarà tra circa un mese, ovvero il 17 Maggio, spesso giocano con ancora più qualità e leggerezza.
Dall’altra parte c’è una Solidale Formia che vive di equilibri diversi. Meno talento diffuso, forse, ma più fame. Più necessità. È la classica squadra che sa soffrire, che prova a sporcare la partita, a portarla sui binari della lotta, dell’episodio, del dettaglio. Contro una corazzata come la Don Bosco, è quasi una scelta obbligata ed al Riciniello ha già dimostrato di saper soffrire e mettere in difficoltà capitan Di Tucci e compagni.
Il derby, però, ha regole sue. E lo sa bene anche la formazione granata, che all’andata ha dovuto lavorare appunto con pazienza prima di trovare la chiave al 64esimo, sfruttando uno dei suoi punti di forza: le palle inattive. Un dettaglio? No. Un’abitudine.
La sensazione è che la partita si giocherà lì, nel sottile equilibrio tra controllo e rottura. Gli oratoriani proveranno a fare la partita sin dalle prime battute, a gestire ritmo e spazi, mentre i padroni di casa cercheranno di restare dentro al match il più possibile, aspettando il momento giusto per colpire.
Molto passerà dal primo gol. Se a trovarlo saranno i gaetani, il rischio è che la gara si apra e diventi difficile da contenere per i padroni di casa. Se invece la compagine formiana riuscirà a resistere, o passare avanti, allora sì che il derby può trasformarsi in una battaglia vera, di nervi prima ancora che di gioco.
In sfide così, la differenza non la fanno solo i piedi, ma la testa. E la Don Bosco Gaeta, in questa stagione, ha dimostrato di averle entrambe.
Il pronostico, inevitabilmente, pende dalla parte di chi ha già vinto tutto. Ma i derby non si giocano con i pronostici e si sa “i derby si vincono, non si giocano”.
A Formia, certe partite, non finiscono mai davvero al novantesimo.
Che il clima da derby abbia inizio allora, fino al fischio d’inizio previsto alle ore 11:00 di Domenica 19 Aprile con la direzione arbitrale affidata al sig. Manuel Maura della sezione di Frosinone, il quale ha già diretto i gaetani lo scorso 1 Aprile per la semifinale di Andata di Coppa Lazio.


