Basket – Focus DR1: Fabiani Formia, Cusenza si presenta

Cosa porta un giocatore di livello nazionale, che ha calcato i palcoscenici di Serie A, a giocare a Formia, in una piazza che vorrebbe tornare ai fasti della Serie B e sta impiantando adesso i semi di un progetto ambizioso?

Lo chiediamo alla new-entry Kevin Cusenza, ala/centro classe ’93 nato a Trapani ma ormai un uomo di mondo, abituato a girare lo Stivale e ad indossarlo sul parquet di tutta Italia. Un giocatore dal passato importante e con un presente/futuro pronto ad infiammare il PalaFabiani.

“Mi sposto da Torino a Roma e Formia per lavoro” dichiara la stella a SportGaetano. “Il basket fa parte di me da sempre e anche se adesso lavoro, non riesco ad immaginarmi una vita senza. Quindi ho accettato questa sfida perché giocare a pallacanestro è una sensazione che amo e poi credo che condividere il campo con persone della famiglia sia un plus”.

Il curriculum di Cusenza potrebbe aprire le porte di qualsiasi palazzetto, in quanto le esperienze passano dalla Legabasket Serie A, vedi Virtus Roma, alla Serie A2 con Trapani, CUS Bari e tantissimi capitoli vergati in Serie B tra Imola, Cassino, Rieti, Capo d’Orlando e molto altro altrimenti si farebbe notte.

Come si riesce ad arrivare a livelli così alti nello sport agonistico? Kevin ci fornisce la sua versione.

“Ho avuto la fortuna e l’onore di giocare in palazzetti incredibili, davanti a migliaia di persone e tutto ciò è un’emozione impagabile. Personalmente, ripercorrendo un po il tutto, per arriva a giocare a certi livelli, le parole che più mi caratterizzano sono SACRIFICIO E OSSESSIONE. Il talento ed il fisico, quelli ti facilitano sicuramente, e non voglio dire che se ti alleni e basta puoi raggiungere i livelli più alti, perché poi a parità di allenamento chi ha più talento sarà sempre più avvantaggiato…”

“Ma credo che nella vita le persone debbano preoccuparsi delle cose che possono controllare e possono migliorare. Il talento o lo hai o non lo hai, non puoi farci nulla, così come essere 2 metri. Ma allenarsi più degli altri quello lo decidi tu”.

Il basket negli ultimi tempi sta cambiando molto, prediligendo il tiro da fuori e spaziature sempre più ampie. Ciò rischia di penalizzare lunghi come Cusenza, abituati con lunghe leve ad andare a caccia di palloni e situazioni sul pitturato, sotto il ferro. Cosa ne pensa Kevin?

“Ho sempre ritenuto che a fare il lungo ci siano pochi pregi. Infatti ad essere onesto preferisco giocare esterno, sia per caratteristiche personali che per abitudine dato che prima degli infortuni ho sempre fatto la guardia e l’ala piccola. Per necessità e richieste degli allenatori nella mia carriera mi sono sempre adattato e credo che a maggior ragione ora, perché i lunghi da che mondo è mondo sono merce rara e perché la fisicità è diversa, dovrò inevitabilmente giocare vicino a canestro”.

Cusenza ha già toccato di recente il mondo della DR1 in quel di Torino mentre nel Sud Pontino rappresenta la ciliegina sulla torta di una categoria sempre più abbiente di giocatori favolosi, provenienti da serie maggiori. Come mai si sta assistendo a questo trend?

“Non so perché la serie D sia diventato un territorio ambito da molti big, sicuramente la moria di squadre a livelli superiore (C o B interregionale) è un fattore importante nel ricollocarsi per chi vuole continuare a giocare ma non trova squadra. Detto questo credo di poter dire che il livello della DR1 è salito così notevolmente proprio perché negli ultimi anni molti giocatori di livello superiori hanno deciso o sono stati costretti a scendere di categoria”.

E quali sono le differenze tecniche tra una categoria nazionale e la DR1?

“Le differenze tecniche sono tantissime, ma le prime che mi vengono in mente sono sicuramente TIMING E SPAZIATURE. Ad alto livello dopo 2 mesi sai perfettamente dove sarà il tuo compagno in quel preciso momento”.

Cusenza sbarca in un girone di fuego, composto da 11 squadre tutte affamate di gloria. La Fabiani Formia, una delle sette sorelle pontine, sta sviluppando un progetto davvero ambizioso puntando sia sull’identità locale che sul talento totale. Le aspettative sono davvero così alte dalle parti di Via Emanuele Filiberto?

“Sicuramente le aspettative di tutti sono molto alte perché nonostante l’età media della squadra siamo un ottimo gruppo, ma essendo scaramantico parlare di titolo ad agosto non mi piace molto. Spero di dare il mio contributo come dovremo fare tutti, perché nessuno vince da solo”.

Si vince di squadra ma bisognerà farlo contro “cugine” davvero competitive e vogliose di guastare i piani di coach Di Rocco. I derby contro Serapo ’85 Gaeta e Basket Itri, ad esempio, sono sempre sfide ad alta intensità. Kevin sei pronto alla battaglia?

“Ho saputo che il nostro sarà un girone pieno di derby e ricco di squadre forti ed attrezzate. Personalmente sono felice perché è bello giocare i derby. Sono partite diverse, più sentite, coi palazzetti pieni, con tifosi delle due squadre che tengono a quella partita non solo per la partita ma anche per amore della propria città. Quindi credo che sarà divertente e stimolante questo girone”.

La pallacanestro per Cusenza non è soltanto allenamento, sudore, partite, statistiche e trofei. È anche amore, quello nato con Elisa Policari Faustini, la sorella di Alessio, stella della Fabiani. Una relazione sentimentale con l’ex giocatrice della Nazionale ed autorevole personaggio della Serie A che brilla sotto gli occhi di tutti, sui socials. Qual è la genesi di questo bellissimo legame?

“Con Elisa stiamo insieme da 8 anni ed abbiamo una pagina dove ci divertiamo a fare video simpatici che riguardano la quotidianità. Ci siamo conosciuti quando entrambi giocavamo a Battipaglia, società che aveva sia A1 femminile che B1 maschile”.

Che rapporto vige invece con il cognato Alessio?

“Con mio cognato abbiamo già condiviso spogliatoio e parquet perché l’anno che firmai a Cassino, anche lui faceva parte del roster. Lui era piccolo ma comunque è stata una prima esperienza insieme. Detto questo con lui si è creato un rapporto super negli anni, così come anche con Lorenzo Mevi, altro fratello (acquisito) di Elisa, e penso che sarà facile trovare la chimica per rendere tutti al meglio”.

Legami che s’intrecciano, storie da vivere ed una stagione intensa all’orizzonte. Cusenza ha già le idee chiare per il prossimo campionato.

“Non voglio fare promesse ai tifosi formiani, però una cosa posso dirla perché sono sicuro che accadrà: prepareremo ogni partita come fosse una partita di playoff a partire dalla prima giornata, perché batterci non dev’essere e non sarà facile per Nessuno”.

Perciò l’appello ai tifosi è uno solo e chiaro…

“Mi permetto di chiedere alla gente che ama il basket: venite il sabato al palazzetto perché a qualsiasi livello, i giocatori hanno bisogno del calore del pubblico, da veramente un’energia diversa poter giocare davanti a persone che senti emozionarsi per una giocata o senti gioire per una vittoria. Alla fine quello che rende unico lo sport è proprio questo, l’unione che si crea grazie alle emozioni che si provano”.

Se queste sono le premesse, ne vedremo davvero delle belle in riva al Golfo…