Basket – Focus DR1: Serapo ’85 Gaeta, l’Hermano vuole fare rumore

Il suo ritorno ha fatto rumore. Attenzione però, un rumore di quelli belli, che ti scuotono il corpo, fanno vibrare il cuore e rimandano a ricordi di un’esperienza che smette i panni del passato e si rinnova nel presente. Perché le sue giocate sono state un tornado di emozioni, e lo saranno di nuovo da ottobre.

Agustín Velardo Lavezzari, argentino classe ’95, ritorna a vestire la canotta biancoverde della Serapo ’85 Gaeta. Quei colori che lo hanno visto balzare come una molla sui parquet di PalaVenezia e Palamarina, tra il febbraio 2024 e la primavera del 2025, con lo scopo di vincere e regalare emozioni indimenticabili ai tifosi di una squadra che con il suo innesto punta davvero in grande nella DR1.

Tra Velardo Lavezzari e Gaeta il rapporto è sempre stato speciale, come lui stesso conferma a SportGaetano.

“Sì, onestamente qui mi sono sempre trovato molto bene” afferma. “È una città bellissima, con persone sempre disponibili a darti una mano e, a dire la verità, c’è sempre stata la voglia di tornare. Però, tra una cosa e l’altra, alla fine non si era mai presentata l’occasione giusta prima d’ora”.

Si era avvertito infatti il profumo di un ritorno già nella scorsa finestra di mercato, poi non concretizzatosi. Perché il legame è così speciale tra l’Hermano, come viene soprannominato in spogliatoio, e la società di patron Siniscalco?

“Ho dei ricordi bellissimi e tanti grandi amici, ma quello che mi spinge di più a tornare è sicuramente l’ambiente sano e positivo che si respira sia all’interno della squadra che nella società. Non è facile trovare una realtà del genere da altre parti”.

Nell’ultima stagione, la Serapo ’85 ha sfiorato davvero di un niente il passaggio alle Finals. Qual è il giudizio di Velardo Lavezzari sui suoi compagni? Visti i numeri sul parquet, magari la pedina definitiva potrebbe essere proprio lui?

“Ho seguito tante partite della Serapo e posso assicurare che Luca Reale ha fatto davvero molto, molto bene. Forse gli è mancato un po’ di supporto, perché la squadra non aveva un vero ricambio nel ruolo di playmaker e quindi hanno dovuto adattarsi con Francesco e Giorgio, che magari non è la loro posizione naturale. Nonostante questo, anche loro hanno fatto un lavoro eccellente”.

“Non so se sarò la pedina definitiva, sono qui per dare una mano. Avere una rotazione in più fa sempre bene alla squadra. Cercherò di essere a disposizione per quello che servirà e per quello che mi chiederà il coach”.

Il ritorno di Velardo Lavezzari suscita grande curiosità anche in prospettiva dell’inedita partnership con Giorgio Mannarelli, arrivato lo scorso anno proprio per sostituire l’Hermano. Per Agustín non ci saranno problemi o contrasti, anzi promette grandi cose.

“Sulla maglia davanti c’è scritto Basket Serapo, non Agustín Velardo e nemmeno Giorgio Manarelli. Ci siamo già parlati, sappiamo entrambi cosa vogliamo e vogliamo la stessa cosa: vincere. Sicuramente potremo dare un ritmo alto alla squadra giocando insieme”.

Senza Veroli, promossa in Serie C, e Supernova Fiumicino, trasferita nel Girone A, c’è da aspettarsi una Serapo ’85 favorita nel nuovo Girone C? Per Velardo è ancora prematuro parlarne, anche considerando la forza e la pericolosità delle dirette contenders.

“Non so se siamo i favoriti. Sappiamo che Formia si sta costruendo per vincere il campionato, ho seguito le notizie e sappiamo che sarà una squadra fortissima e molto difficile da affrontare, con giocatori di grande qualità”.

“Itri in casa è sempre una partita difficile, così come Pontinia, che ha giocatori di un’altra categoria. Poi ci sono le neopromosse, che probabilmente giocano insieme da anni e che saranno sicuramente squadre complicate da affrontare.

Non sottovalutiamo nessuno: rispettiamo tutti gli avversari, così come loro dovranno rispettare noi. Sarà sicuramente un bel campionato, con tante squadre che, come noi, avranno voglia di vincere il torneo”.

Velardo da ottobre tornerà a giocare ufficialmente al Palamarina, casa storica della Serapo ’85 Gaeta che nell’ultima stagione ha offerto scenari da categorie superiori. Sold out e tanto calore: che effetto fa giocare in questa bolgia?

“Sicuramente poter giocare in un palazzetto di proprietà e soprattutto pieno di gente è un grande vantaggio. L’ultimo anno che ho giocato alla Serapo ci allenavamo alle 22:00, a volte anche alle 22:30, e non era il nostro campo. Non era facile allenarsi e giocare in quelle condizioni, e nonostante tutto siamo riusciti a fare abbastanza bene”.

Insomma, la “Maledetta Primavera” serapista continuerà anche quest’anno, giusto?

“Speriamo che, con il supporto della gente, possiamo trasmettere ancora più entusiasmo, soprattutto ai ragazzi più piccoli. Alla fine sono loro che devono avere l’entusiasmo e la voglia di continuare a giocare e, anche se magari non giocano, dobbiamo riuscire a trasmettere a quei ragazzi la voglia di iniziare a giocare”.

“Il basket e lo sport sono anche una cosa sociale. Dobbiamo trasmettere la voglia di giocare, l’entusiasmo e soprattutto il senso di appartenenza”.

Nelle due stagioni con il Basket Serapo ’85 Gaeta, Velardo Lavezzari ha collezionato in 27 partite 475 punti con medie di 19.3 e 17.3 punti a partita. Ma forse il meglio deve ancora venire. Lo spettacolo al Palamarina sarà ancora più caliente!