La ASD Briganti Itri condanna fermamente il comportamento di alcune società dei paesi limitrofi che contattano i giovani calciatori itrani arrivando a promettere loro fantomatiche “occasioni della vita”.
Questo il comunicato ufficiale del sodalizio aurunco:
“Promettere è semplice. Mantenere le promesse è molto più difficile.
Negli ultimi anni abbiamo assistito al ritorno di diversi ragazzi del nostro settore giovanile che avevano scelto di lasciare Itri dopo essere stati attratti da promesse poi, nella maggior parte dei casi, non mantenute.
Noi continueremo a credere nella collaborazione e nel rispetto tra le società del nostro territorio, perché siamo convinti che il bene dei ragazzi debba venire prima di qualsiasi risultato sportivo.
Ma non possiamo accettare determinati comportamenti quando si parla di ragazzi che non sono ancora adolescenti, ma poco più che bambini.
E proprio parlando di “occasioni della vita”, vogliamo ricordare una cosa: nel corso degli anni Itri non è stata seconda a nessuno nel dare ai propri ragazzi l’opportunità di crescere e confrontarsi con realtà di primissimo livello.
Sono diversi i calciatori cresciuti nel nostro settore giovanile che hanno poi avuto l’opportunità di approdare in settori giovanili di assoluta eccellenza, anche di società di Serie A.
Perché un’occasione vera non si promette.
Si costruisce.
Il nostro compito è continuare a creare un ambiente in cui i ragazzi possano crescere, migliorare e, quando arriverà il momento, essere pronti per qualsiasi opportunità.
Il settore giovanile deve essere un luogo in cui crescere, divertirsi, imparare e sviluppare la propria passione per il calcio.
Non un terreno di conquista.
Prima vengono i ragazzi. Sempre”.



