Caro Damiano ti scrivo…

Caro Damiano sappi che non sarà facile trovare un’alternativa altrettanto valida per le nostre lunghe e chilometriche chiacchierate al telefono. Le stesse che non hai potuto condividere nell’ultimo, per te e la tua famiglia, travagliato periodo. Devo aggiungere, però, che in tante passeggiate mi hai fatto davvero compagnia. Quando partivi a parlare eri un fiume in piena. Sempre e solo, diciamolo, ti piaceva parlare della tua prima vera e cronica malattia: sua bellezza il calcio. Bisogna ammetterlo, ne sapevi sempre una più del diavolo. Caro Damiano, oggi mi sono inginocchiato davanti la tua bara, ho sfiorato la foto per l’ultimo saluto prima che tutto si concludesse. Un attimo dopo ho colto lo smarrimento e il dolore vero di uno tosto ma sensibile come Alessandro Anelli che, ne sono convinto, più di me sentirà la tua mancanza. Anche Alessandro, come tutti, dovrà abituarsi a quella sigaretta maledettamente (oppure finalmente) spenta per sempre.