Che succede al Gaeta?

Che succede al Gaeta? La domanda che ci rincorre sempre più in questa coda finale del 2025. A dire il vero la risposta spetterebbe ai diretti interessati ma, da semplici osservatori, azzardiamo una risposta.

Ripetiamo la domanda: cosa succede al Gaeta? Qualcosa di assolutamente imprevedibile ad inzio stagione. Ribadiamo che nessuno al mondo, nella più pessimistica delle previsioni, sotto lo striscione del via della stagione 2025-26 avrebbe mai e poi mai potuto immaginare una partenza tanto deficitaria. Al punto, classifica alla mano, da far sprofondare la squadra in zona playout. E da questo punto di vista credo ci sia poco da discutere. A tal proposito, anche nella massima serie, come nel caso dell Fiorentina, il calcio giocato insegna che due più due non fa sempre quattro e che anche un gruppo tecnicamente dotato ed ambizioso possa improvvisamente ritrovarsi in una situazione di classifica diametralmente opposta a quella auspicata e programmata alla vigilia. E’ il calcio nella sua riconosciuta imprevedibilità

E’ proprio l’inaspettabile graduatoria attuale della squadra oggi guidata da mister Campolo costituisce problematica mentalmente non facile da gestire verso il traguardo salvezza. Si, avete ben capito, la difesa della categoria. Si pensava a ben altro, come dichiarato pubblicamente alla vigilia dalle varie componenti del club, ma la dura realtà di classifica è sotto gli occhi di tutti. Scorrendo i numeri oltre la graduatoria del girone, quintultimo posto con una media pari a 0,9 punti partita, credo che sia corretto individuare una delle cause di questa debacle della Polisportiva Gaeta edizione 2025-26: 9 reti realizate in 14 incontri disputati, in assoluto la peggiore performance del girone “B” di Eccellenza con 0,6 di media reti per partita. Nessuno ha fatto finora peggio. Da qui la rivoluzione operata nel corso di queste ultime settimane dal club gaetano con un mercato estivo annullato dalle partenze di Massella, Bellante e Fia Di contro l’inserimento nella rosa di De Filippo, Duque, Mallozzi, “El Toro” Jimenez in aggiunta ai confermati Giordano e Parisella con la promozione del giovane Serapiglia dalla formazione Juniores Elite alla prima squadra.

Basterà per garantire la svolta? Non lo possiamo sapere ma, in un contesto dove il margine di errore si è drasticamente ridotto, la priorità era e resta senza dubbio la risoluzione del problema “annoso” del gol. Una sorta di maledizione che la squadra biancorossa, oggi Polisportiva Gaeta, come sanno bene i tifosi gaetanio si trascina da troppo tempo. Non resta che attendere ed augurarsi che, almeno a questo giro, i cecchini del mercato non abbiano fatto ancora una volta cilecca.