Inclusione, creatività e scuola: la Fondazione Fronzuto incontra gli studenti degli Istituti Carducci e Principe Amedeo di Gaeta
Si sono svolti presso la Scuola Media Carducci e la Scuola Media Principe Amedeo di Gaeta i primi due incontri del percorso promosso dalla Fondazione Fronzuto, finalizzato alla presentazione del libro dal titolo “LE PAROLE CHE ACCENDONO IL MONDO” -edito da deComporre edizioni- scritto e illustrato dai ragazzi e dalle ragazze con disabilità della Fondazione nell’ambito del laboratorio di scrittura creativa e di disegno condotto da Erenio Fasano e Pierluigi Palmieri.

Gli incontri, realizzati grazie all’intervento e alla mediazione del Vicesindaco di Gaeta Gianna Conte, hanno rappresentato un’importante occasione di dialogo tra la Fondazione, il mondo della scuola, gli studenti e il corpo docente, con l’obiettivo di sensibilizzare le nuove generazioni sui temi dell’inclusione, dell’ascolto, della valorizzazione delle diversità e della partecipazione attiva alla vita della comunità.
Alla presenza del direttore della Fondazione Fronzuto, Angelo Nastrelli e del presidente Davide Piras, sono stati condivisi con gli studenti il percorso laboratoriale, il valore educativo della scrittura e del disegno e il significato profondo di un progetto capace di trasformare esperienze, emozioni e immaginazione in un’opera collettiva.

Durante il primo incontro, svoltosi presso la Scuola Media Carducci, hanno preso parte anche Sandra e Manuel, due ragazzi della Fondazione, che hanno raccontato la propria esperienza, offrendo agli studenti una testimonianza diretta e autentica del percorso svolto all’interno della Fondazione.
Il secondo appuntamento, ospitato dalla Scuola Media Principe Amedeo, ha confermato il valore dell’iniziativa, offrendo un ulteriore momento di confronto con gli studenti sul significato dell’inclusione come pratica quotidiana, culturale ed educativa.
Anche qui, a presenziare la giornata, c’ erano gli ideatori del progetto e due ragazzi in rappresentanza del gruppo della Fondazione – Nadia e Manuel.
Il percorso nasce dalla volontà di portare nelle scuole non soltanto un libro, ma soprattutto le voci, le storie e la sensibilità dei ragazzi e delle ragazze della Fondazione Fronzuto, restituendo centralità alla persona oltre ogni limite, fragilità o condizione di disabilità.
Attraverso la scrittura creativa e il disegno, il laboratorio ha permesso ai partecipanti di esprimere emozioni, ricordi, desideri e visioni del mondo, dando forma a un progetto editoriale che diventa strumento di incontro, conoscenza e crescita condivisa.
«Questi incontri rappresentano un passaggio importante perché permettono alla scuola di confrontarsi direttamente con il tema dell’inclusione, non in modo astratto, ma attraverso esperienze vive, racconti, volti e testimonianze. La diversità non deve essere percepita come distanza, ma come parte naturale della condizione umana e come risorsa per l’intera comunità», è il messaggio emerso nel corso delle due giornate.
Fondamentale è stato il ruolo del Vicesindaco Gianna Conte, che ha seguito e sostenuto l’iniziativa portando il proprio contributo istituzionale, educativo e umano, in qualità di amministratrice e docente sensibile ai temi della scuola, della cultura e dell’inclusione sociale.
La Fondazione Fronzuto, attraverso questo percorso, conferma il proprio impegno nella promozione di attività educative, artistiche e relazionali capaci di valorizzare le potenzialità delle persone con disabilità e di costruire occasioni concrete di partecipazione e dialogo con il territorio.
Un sentito ringraziamento va alle Dirigenze scolastiche, ai docenti e agli studenti della Scuola Media Carducci e della Scuola Media Principe Amedeo per l’accoglienza e la partecipazione dimostrate, alla Fondazione Fronzuto, al direttore Angelo Nastrelli, al Vicesindaco Gianna Conte, a Erenio Fasano, a Pierluigi Palmieri e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di queste due giornate.
L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio di promozione dell’inclusione e della cultura come strumenti di crescita civile, confermando l’importanza di creare ponti tra istituzioni, scuola, associazioni e realtà sociali del territorio.
Perché una comunità realmente inclusiva nasce quando ogni voce trova spazio, ascolto e dignità.



