Dall’Italia agli Stati Uniti, tra studio e sport, riuscendo anche a fare cose importanti.
É da applausi il percorso di Elisa Treglia, in forza al Club Scherma Formia, che ha appena portato a casa uno splendido terzo posto ai campionati italiani Under 23 di spada femminile disputati a Caorle (terza da sinistra, nella foto tratta da Federscherma.it).

Un contesto agonistico di quasi duecento partecipanti, con tutte le migliori in campo nazionale della suddetta fascia d’età, non ha affatto spaventato la specialista tirrenica, capace di fare la sua parte fino in fondo, “stoppata” solamente dall’azzurra Gaia Caforio, vincitrice della semifinale e capace poi di aggiudicarsi il titolo nazionale di categoria.
Un bronzo che gratifica, e non poco, l’atleta pontina, che tra una pedana e l’altra sta sostenendo il terzo anno di College in un prestigioso istituto di New York, ovvero una di quelle che rappresentano le occasioni irrinunciabili nella vita di una giovane; tanto da presentare la medaglia di bronzo appena messa al collo come un giusto risultato di pieno valore.
“Gli ultimi due anni sono stati decisamente impegnativi e per quest’anno si è deciso di abbassare i ritmi, in futuro poi vedremo” afferma il maestro formiano Francesco Leonardi “questo terzo posto è davvero eccezionale, come vorrei sottolineare anche la prestazione di Maria Carolina Chiarolanza, arrivata a ridosso delle prime otto”.
E nel fine settimana un altro momento di rilievo per la società del sud pontino è arrivata con la partecipazione alla prima edizione di “Fencing for all”, straordinario circuito di gare a squadre miste di spada in cui ogni formazione è salita in pedana con almeno uno schermidore autistico o con disabilità intellettiva insieme agli atleti neurotipici. Un progetto di scherma inclusiva al quale la Federazione presieduta da Luigi Mazzone ha lavorato intensamente e che ha preso forma con la tappa d’apertura che si è tenuta a Roma, presso l’impianto dell’Acquacetosa.

I giovani spadisti formiani Vincenzo Chiarolanza, Luigi Marciano e Francesco Troisi, integrati con il capitolino Sinclair Chiassi (nella foto) hanno terminato al quarto posto, ad un soffio del podio; ma in un clima di grande amicizia e dedizione ad una causa più che nobile, i risultati passano sempre e comunque in secondo piano.


