In campo per Pierluca ed Eugenio.

Si è tenuta nella serata di Mercoledì 23 Settembre una partita di calcio a 11 presso il campo San Carlo del Quartiere La Piaja per ricordare Pierluca ed Eugenio, due giovanissimi vite prematuramente spezzate a causa di un terribile incidente stradale.

“Sono ancora loro, i ragazzi, ad insegnarci come si guarda in faccia il dolore – comincia così il post Milena Mannucci, fondatrice dei Cantieri Culturali e del Polo Culturale Caieta di Gaeta, nonché redattrice della Gazzetta di Gaeta e scrittrice“.
Con il coraggio indomito di chi non vuole cedere alla disperazione.
Gli amici e le amiche di Pierluca ed Eugenio – tra loro tanti “figli” dei Cantieri – sono scesi in campo per dire sì alla vita, all’amicizia, alla speranza.
Erano due amici e il destino ha voluto che se ne andassero insieme, in un drammatico incidente stradale che ha lasciato senza parole un’intera comunità.
Quando una tragedia del genere colpisce, la disperazione è la prima risposta.
Ma poi, lentamente, arriva il bisogno di fare qualcosa, di trasformare il dolore in un’azione concreta, in un sentiero nuovo da percorrere insieme. E, per iniziare, cosa c’è di più naturale di un campo da calcio?
L’aria fresca di settembre ha quella tensione dolce che precede gli eventi importanti, una nostalgia dolce che avvolge i momenti pieni di carica emotiva.
Familiari, compagni di scuola, persone che con Pierluca ed Eugenio avevano condiviso un pezzo di strada e altre che li conoscevano solo attraverso i racconti.
Divise, scarpette, magliette con i loro nomi, musica e quella densa leggerezza che carica di significato anche i silenzi.
Le squadre scendono in campo. Un minuto di raccoglimento ferma il tempo: nessun rumore, solo la brezza e qualche respiro trattenuto. Poi un applauso lungo, scrosciante sembra voler arrivare oltre i confini del palpabile. Un applauso che è una promessa: non vi dimenticheremo, siete e sarete sempre qua.
Si gioca con impegno, con intensità, persino con qualche sorriso: Pierluca ed Eugenio erano ragazzi pieni di vita e nessuno avrebbe voluto vedere quel campo trasformato in un luogo di tristezza.
Ogni contrasto, ogni corsa, ogni gol esultato con le braccia al cielo sono un modo per dire loro: siamo ancora qui e stiamo giocando per voi.
Una serata toccante, carica di commozione, che lancia un messaggio chiaro: le strade chiedono attenzione, prudenza, rispetto. Ogni ragazzo che si mette in viaggio è il figlio, il fratello, l’amico di qualcuno che lo spetta a casa.
Se da questa serata ognuno tornerà a casa un po’ più consapevole – conclude Milena Mannucci – allora Pierluca ed Eugenio avranno lasciato anche questo: un’eredità di cura e di amore per il prossimo”.

Oggi, la lettera aperta ai ragazzi ed alla Città di Gaeta da parte di papà Luigi Vellotti:
“Ragazzi, vorrei condividere quelli che sono i miei pensieri, con Voi e con tutta la comunità di Gaeta, la quale ancor’oggi mi ferma per strada chiedendomi un abbraccio, un saluto, pur non conoscendomi.
Siamo qui uniti in un silenzio che fa rumore, un silenzio che pesa sul cuore di ognuno di noi.
Di fronte a una tragedia cosi grande, che ha strappato Eugenio e Pierluca all’affetto di tutti noi, le parole sembrerebbero inutili.
Eppure, proprio in questo momento di buio profondo, sento il bisogno di stringermi a Voi, non solo per condividere un dolore inconsolabile, ma per fare appello alla nostra responsabilità comune.
La perdita di un figlio è una ferita aperta per noi ma anche per l’intera comunità; ogni ragazzo della nostra città è un pezzetto del nostro futuro.
Io non ringrazio chi ha reso possibile questo momento di condivisione ed accoglienza, qui al campo di calcio di San Carlo, chi in silenzio ci ha dato da bere e chi ci ha dato da mangiare, perchè sò che tutto è stato fatto con il cuore, permettendoci di ritrovarci uniti.
Ma il ringraziamento più grande, quello che mi commuove fin nel profondo, va a Voi ragazzi, ai tantissimi amici di Eugenio e Pierluca che si sono mossi da soli, uniti da una forza spontanea e straordinaria. Vi siete attivati senza che nessuno ve lo chiedesse, avete organizzato, avete risposto al dolore restando vicini.
Vedere la luce di quella fiaccolata, essere insieme a voi nel buio e vedere i vostri volti illuminati dalla luce di Eugenio e Pierluca mi ha fatto capire che non ci hanno lasciato solo un vuoto, ma ha acceso un legame indistruttibile tra tutti noi. Siete voi la dimostrazione di cosa significhi essere una vera comunità.
Vi chiedo di non spegnere quella luce e di continuare a riflettere sul valore fragile di ogni singola vita. Ai nostri giovani chiedo, con il cuore in mano, di avere cura di se stessi, di non sfidare il tempo e di comprendere che la prudenza é il modo più grande per amare la vita e chi vi aspetta a casa. Trasformiamo questo strazio in un patto di protezione reciproca, affinché la memoria di Eugenio e il legame incredibile che voi ragazzi avete dimostrato, continuino a vivere in ogni nostro singolo gesto quotidiano.
Come sapete io Giulia ed Eugenio non siamo nati qui ma ci sentiamo,oggi più che mai, parte integrante di questa bellissima comunità.
Grazie per la vostra presenza discreta e per questo immenso abbraccio. Restiamo uniti, oggi e per sempre”.
Luigi Vellotti


