Nella trasferta di Alatri vi era stata, insieme alla vittoria per 3-1, la nota poco lieta dell’infortunio occorso a Ribeiro, il quale con una lettera adesso fa capire la seria entità che lo priverà del campo di gioco per tutto il resto della stagione.
“Cara Formia e cari amici. Non avrei mai voluto scrivere queste parole, soprattutto non così presto.
La settimana scorsa, in uno sfortunato contrasto di gioco, ho avuto una seria lesione al ginocchio destro. La mia stagione finisce qui, insieme al sogno di contribuire sul campo a riportare il Formia nelle categorie che merita.
Fa male. Fa davvero male fermarmi proprio adesso e non poter più aiutare i miei compagni. Ma continuerò a lottare con loro da fuori, da loro primo tifoso.
Grazie alla società, al presidente Paolo Leo e a sua moglie Angela per la vicinanza e l’affetto, a Fabio Simoni, una grandissima persona e che ha sempre creduto in me, e a tutta la dirigenza, fatta di persone serie e perbene.
Grazie allo staff tecnico, che mi ha insegnato tanto dentro e fuori dal campo.
Grazie a Peppe e Pasquale per la dedizione quotidiana, siete il motore silenzioso di tutto questo.
Ai miei compagni dico di non mollare di un centimetro. Siete un gruppo di ragazzi eccezionali, forti, uniti e con valori importanti. Non è un caso se siamo al primo posto. Continuate a lottare per quello che abbiamo sognato insieme. Ve lo meritate davvero.
E poi voi, la Curva Coni. Che dire… siete unici!!
In queste due stagioni ho sempre cercato di onorare questa maglia, di sudarla e di lottare su ogni pallone, con la stessa passione con cui voi avete sostenuto noi.
Quello che mi avete regalato nell’ultima partita resterà con me per sempre: lo striscione, il mio nome cantato da un’intera curva, il rispetto e l’affetto che mi avete sempre dimostrato. Emozioni difficili da spiegare a parole. Emozioni che vanno ben oltre il calcio.
Domenica, guardandovi e ascoltandovi, ho capito che tutti i sacrifici fatti in una vita intera sono valsi la pena per vivere momenti come quelli. Perché vittorie e categorie contano, ma ciò che resta sono le emozioni, che solo il calcio può dare.
Adesso mi aspetta un’altra partita, forse la più difficile. La affronterò con fede e determinazione. Non so cosa mi riserverà il futuro, ma lo metterò nelle mani di Dio.
Grazie ancora Formia. Spero sia un arrivederci. E se me lo permettete, oggi posso dirlo con orgoglio: mi sento un formiano anch’io.

Foto di copertina: Stefano Chinappi

