Scuole occupate a Formia e Gaeta, sale la protesta degli studenti

A Formia gli studenti del liceo classico Vitruvio Pollione hanno occupato l’edificio e si preparano a passare la notte nella scuola. La protesta durerà fino a venerdì.

Sul posto i carabinieri di Formia, chiamati dalla dirigente per verificare se vi siano le condizioni di sicurezza.

In mattinata anche gli studenti del liceo Fermi di Gaeta avevano occupato l’Istituto ma la protesta è terminata dopo circa tre ore, dopo una mediazione con la polizia.

Questo il comunicato divulgato dal Collettivo Cicerone-Pollione:

«Dichiariamo entrambe le sedi dell’istituto ufficialmente occupate, in quanto riteniamo che questo sia l’ atto politico più forte che abbiamo nelle nostre mani.

Ci allineiamo con le proteste organizzate da movimenti studenteschi e politici a livello nazionale, perché in quanto studenti della scuola pubblica italiana, delle problematiche per cui si protesta siamo i primi a risentirne; dunque rivendichiamo il diritto di far sentire la nostra voce.

Chiediamo strutture più sicure, stipendi più alti per il personale scolastico, materiali per le scuole, e che chi di dovere si preoccupi delle vere problematiche del diritto allo studio, che oggi non ci è più garantito poiché minato dai continui tagli ai fondi scolastici e da riforme inefficaci.

Lottiamo per i diritti di noi studenti, ormai stanchi del modello che ci viene proposto da anni di “scuola-caserma”, che non ci permette di svilupparci ed esprimerci in maniera genuina e critica, subendo la schiacciante realtà di una società addomesticata agli interessi di una classe politica che ci ignora da decenni.

Il sistema scolastico non funziona più ormai da anni, professori che mancano continuamente e programmi arretrati non più adatti a quella che è la realtà odierna, che non lasciano spazio all’attualità perché troppo concentrati su date e nozioni specifiche che risultano fini a sé stesse in assenza di un’ analisi critica dei fatti.

Ci teniamo a specificare che la natura della protesta non è di avversione della nostra presidenza o del nostro istituto, ma contro chi in quanto stato dovrebbe tutelarci.

Garantiamo per i giorni d’occupazione che seguiranno impegno da parte di tutti i partecipanti nel mantenere un’autogestione di stampo pacifico e rispettoso verso l’ambiente scolastico, e disponibilità riguardo l’ organizzazione di attività in accordo con la presidenza.

Chiediamo di non essere messi da parte e che venga dato valore a quella che è la nostra volontà».