Una cornice di autentica festa, pervasa dall’affetto profondo di familiari e amici: è così che Michele Simeone, storico pittore e decoratore gaetano, ha tagliato il traguardo d’oro dei 100 anni di vita, regalandosi e regalando a quanti gli vogliono bene una giornata davvero memorabile.
Quali sono i segreti di questa straordinaria longevità?
Una vita serena, scandita da abitudini semplici e da una contagiosa vitalità. Michele — vedovo da quattro anni della cara moglie Erasmina Capobianco e padre orgoglioso di Elisabetta e Cristoforo — gode di un’ottima forma: si muove in piena autonomia, passeggia e rimane sempre aggiornato su ciò che accade nel mondo.
Segue costantemente i programmi televisivi (rigorosamente con le sue cuffie per superare qualche piccolo acciacco all’udito) e l’appetito non gli manca affatto: per lui ogni giornata inizia con una ricca colazione, per poi proseguire con gusto tra pranzo e cena.
I ricordi di “Michelino”, detto anche Lilino, affondano le radici in una Gaeta suggestiva e d’altri tempi.
Dal terrazzino del Vico 10 di via Indipendenza, dove viveva da piccolo, poteva guardare gratuitamente tutti i film proiettati dal Cinema-Teatro “Elena”. Lì sognava ad occhi aperti con le gesta di grandi star del cinema come Amedeo Nazzari, Assia Noris, Douglas Fairbanks e Greta Garbo.
Ma ciò che gli è rimasto nel cuore più di tutto sono gli spettacoli di operetta ospiti del teatro: ancora oggi, con la memoria intatta, intona gli allegri refrain di quelle arie leggere e liete, fedele specchio di un’epoca che fu.
Dopo aver frequentato la Scuola di Cabotaggio di Gaeta (l’attuale Istituto Nautico Giovanni Caboto), Michele capì presto che la sua vera vocazione era un’altra: la pittura e la decorazione d’interni.
Superate due brevi parentesi in ambito militare, Lilino decise di farsi strada valorizzando il suo talento. Con grande senso del dovere accudì gli anziani genitori senza mai smettere di lavorare alacremente.
Nel 1959 il matrimonio con Erasmina Capobianco e la decisione di tentare il grande salto verso l’America. La coppia si trasferì a Somerville, nel Massachusetts, città dove nacquero i figli Elisabetta e Cristoforo. Grazie ai contatti giusti e a una straordinaria dedizione, Michele lavorò instancabilmente negli States, sostenendo turni estenuanti dalle 8:00 del mattino fino alle 22:30 o 23:00.
Il lavoro gli piaceva e gli diede grandi soddisfazioni, ma il richiamo della patria fu più forte: dopo 10 anni di ritmi intensi oltreoceano, fece ritorno nella sua amata Gaeta. Da allora, fin oltre gli 80 anni, la sua routine preferita dopo il lavoro è stata passeggiare a “Montesecco” insieme agli amici di sempre.
Oggi, a 100 anni suonati, Lilino Simeone non ha perso un briciolo del suo spirito socievole: passa gran parte delle sue giornate sul balcone di casa, pronto a regalare un sorriso e un saluto a chiunque passi in strada.
E quando rientra tra le mura domestiche, felice ed entusiasta, ama intonare un grande classico dei suoi tempi:
«Parlami d’amore Mariù… tutta la mia vita sei tu…».
A Michele Simeone vanno gli auguri più affettuosi ed entusiasti di tutta la comunità per un traguardo così bello, esempio di lavoro, affetti e profondo legame con le proprie radici.



