Basket – Divisione Regionale 1: Virtus Aprilia, identità rivolta al futuro. Coach Ferron: “Crescere in campo per valorizzare la nostra comunità”

Identità. È ciò che la Virtus Basket Aprilia vuole trasmettere in campo nell’attuale stagione di DR1 con vista sul futuro. 

Il messaggero di tale concetto è un giovane di belle speranze e grandi conoscenze della pallacanestro che porta il nome di Francesco Ferron, 26enne con un passato da Assistant Coach prima in DR1 e poi in Serie C, quest’ultima vissuta purtroppo in maniera infelice dalla società.

Tutto nasce nell’estate 2025, quando il club compie uno stepback ritornando in Serie D. Per Francesco invece è l’opportunità di fare uno step in avanti con la promozione a Head Coach della prima squadra, infarcita di Under 19 come nella miglior tradizione della società apriliana, da sempre fucina di talenti. 

Un roster giovanissimo. Come lui, del resto, il quale sembra avere le idee chiare, ma bisogna metterle in pratica gradualmente, ostacolo dopo ostacolo. Dalla teoria alla pratica, di solito ce ne passa di acqua sotto il parquet. 

Per coach Ferron cosa significa innanzitutto essere il riferimento tecnico della Virtus Basket Aprilia? Ce lo spiega subito, gonfiando il petto e aprendo gli occhi che rivelano tutto l’orgoglio nell’anima.

“La Virtus è per me come una seconda casa: sono cresciuto qui, ammirando e imparando dagli allenatori e dai ragazzi che mi hanno preceduto” rivela a SportGaetano. “Allenare la prima squadra è un traguardo straordinario, e sento su di me la responsabilità e l’entusiasmo di guidare questa ‘nave’. Voglio portare ai ragazzi gioia, serietà, passione e motivazione, creando un ambiente che sia d’esempio, dentro e fuori dal campo. Il mio obiettivo è spingere tutti a dare il massimo, lavorare con entusiasmo e puntare a risultati sempre più importanti, costruendo un percorso di crescita condivisione”.

Restiamo con la macchina del tempo al mese di ottobre. Il campionato parte e anche bene. Le prime due partite illudono, arrivano i successi su Latina e Virtus Cassino. 

Iniziano successivamente le prime difficoltà: cinque sconfitte consecutive. Poi qualcosa inizia a muoversi. Si torna al successo il 22 novembre in casa di Anagni e nella settimana successiva approda in città un giocatore misterioso, proveniente si dice dagli States, la patria del basket.

È atletico, dinamico, possente; sa segnare in penetrazione dal palleggio, sa tirare da tre. Sa soprattutto trasmettere in campo i dettami ferroniani con una leadership fuori dal comune. Il suo nome è Antonio Brandon Maurice Carter. È l’uomo giusto, la scossa umana che serviva.

A dicembre iniziano ad arrivare con fluidità altre vittorie. Si espugna la fortezza di Alatri, poi il successo sulla Serapo ’85 Gaeta come regalo anticipato di Natale e tra gennaio e febbraio arriva un bel poker di fogli rosa, l’ultimo dei quali a Formia contro la Jumbo.

Coach Ferron riflette e ci parla dell’impatto di Carter sulla Virtus.

“Antonio ha portato sicuramente qualcosa in più alla squadra. Oltre alle qualità tecniche e atletiche, decisamente fuori categoria vista la sua esperienza e formazione, è un ragazzo fantastico che si è integrato benissimo in un gruppo molto giovane”.

Attenzione, però. La pallacanestro non prescinde solo da un giocatore. È gioco di squadra. Lo pensa anche Coach Ferron, il quale spiega “che Carter non ha rivoluzionato il nostro sistema: il suo apporto è stato funzionale a ciò che avevamo già costruito, un gruppo affamato, dinamico e capace di adattarsi. La sua presenza ha dato quel qualcosa in più sul campo, ma ha anche responsabilizzato maggiormente i nostri giovani esterni, spingendoli a crescere. Il merito più grande, però, va comunque ai ragazzi che lo hanno accolto e integrato perfettamente nel nostro gioco”.

Aprilia tocca con mano il cuore della zona Playoffs, è un momento estremamente positivo, perché tutto sembra venire facile dalle mani di Carter, Mauriello e del gruppo di assi Under 19. Ma come accade in tutti gli sport, si può passare presto dalle stelle alle stalle. 

Dopo il colpaccio sulla Jumbo, l’inesperienza torna ad impadronirsi dell’asset apriliano e tra febbraio e marzo inizia una sfilza di risultati negativi. La squadra gioca bene, dimostra un ottimo gioco ma lo slump è evidente e la posizione di forza nei Playoffs si affievolisce fino ad arrivare ai bordi della top 8. Cosa succede?

“Abbiamo attraversato un periodo complicato, dopo un momento molto positivo in cui, su sette partite, avevamo vinto sei volte” ammette coach Ferron. “È stato difficile mantenere una prestazione costante nei 40 minuti: a volte alternavamo momenti di grande intensità ad altri meno convincenti, e l’inesperienza generale ci ha portato a perdere occasioni importanti”. 

Per Ferron tutto under control. I giovani si nutrono di alti e bassi prima di trovare la costanza desiderata. Come avrebbe detto l’indimenticabile Kobe Bryant: “è tutta questione di dedizione”.

“Questo, però, è normale per una squadra così giovane, che sta ancora imparando a gestire la pressione e i ritmi di un campionato senior” ribadisce Ferron. 

Sprazzi di rinascimento si cominciano a vedere nel recupero della 22a giornata contro la Libertas Roma Sud, in cui gli apriliani mettono insieme quattro periodi di notevole qualità non giustificati dal punteggio finale di 83-75. 

Il focolaio della crescita è evidente, deve solo prendere la paglia giusta. E così avviene due settimane fa contro Alatri. Tutti i pezzi del puzzle sono finalmente a posto. L’identità di squadra torna a splendere.

“Contro Alatri siamo riusciti a ritrovare la nostra identità di squadra: abbiamo lavorato con concentrazione sulla difesa e sulla circolazione di palla, e soprattutto i ragazzi hanno cominciato a credere davvero l’uno nell’altro” commenta l’head coach. “È stata probabilmente una delle nostre migliori partite fin qui e un passo importante nella crescita del gruppo, sia sul piano tecnico che su quello mentale”.

Il ritorno ai due punti ha permesso alla Virtus di consolidare l’ottavo posto, ultima frontiera per i Playoffs. Quanto è stata importante la vittoria contro Alatri e che impatto avrebbe sulla cultura di squadra un eventuale accesso alla seconda fase dopo una stagione alla ricerca dell’identità?

“La vittoria contro Alatri è fondamentale se vogliamo provare a entrare nella griglia Playoffs, perché la lotta è apertissima: squadre come Anagni sono in un momento di forma strepitoso e le ultime due partite faranno la differenza”.

“Fare i Playoffs con una squadra così giovane significa molto più che solo vincere partite: significa far crescere i ragazzi, insegnare loro a gestire la pressione e assumersi responsabilità, oltre che una grandissima soddisfazione”.

“Il nostro obiettivo iniziale era garantirci la salvezza, far giocare e far crescere i nostri giovani; ora che ci siamo riusciti, vogliamo provare a fare qualcosa in più, con tutte le nostre forze. Il gruppo ha grande entusiasmo, determinazione e voglia di mettersi alla prova. Le possibilità di centrarli? Dipendono soprattutto da noi e dalla capacità di continuare a lavorare come stiamo facendo in queste ultime due partite”.

Il rientro dalla Pasqua sarà impervio per la Virtus Basket Aprilia, attesa ad un banco di prova degno di un esame di maturità. 

Si andrà al Palamarina nella tana della Serapo ’85 Gaeta, squadra in lotta per la top 3 all’ultimo impegno di Regular Season e con il dente avvelenato per la sconfitta nel primo atto. Che partita dobbiamo aspettarci da Aprilia, coach Ferron?

“La prossima gara contro la Serapo ‘85 sarà sicuramente una sfida durissima. Gaeta è una squadra esperta, abituata a giocare partite decisive in casa, dove il fattore campo è spesso determinante”.

“Noi ci prepareremo cercando di limitare i loro punti di forza e sfruttare al massimo i nostri, lavorando su intensità e concentrazione. Sarà una prova importante per capire davvero a che punto siamo. All’andata abbiamo giocato una bellissima partita, con un successo meritato, ma adesso loro vorranno certamente ‘vendicare’ quel risultato davanti al loro pubblico. Sta a noi essere pronti, restare concentrati e giocare con coraggio e determinazione”.

Completiamo il cerchio di questa interessante conversazione chiedendo a coach Ferron la domanda da un milione di canestri, basandoci su quanto letto riguardo i giovani, l’identità ed i risultati altalenanti ma appaganti: qual è la mission della Virtus Basket Aprilia in DR1 e negli anni a seguire?

“Questa è una domanda che mi sta molto a cuore. La mission della società è chiara: crescere come squadra e come comunità, valorizzando i giovani, in particolare quelli locali, di Aprilia e della zona, sfruttando anche gli ottimi rapporti con le società limitrofe come SMG e Cisterna. Non è da tutti riuscire a mettere su una DR1 con ragazzi così giovani: quest’anno i protagonisti, oltre ai più esperti Mauriello e Di Giulio, classe 2004 e 2005, sono due ragazzi del 2006 e un gruppo di under 2008, quindi ragazzi che sono sotto età anche nella 19 Gold”. 

“Nei prossimi anni l’obiettivo è consolidare la Virtus come una realtà dove i ragazzi possano crescere, migliorare e fare il ponte dai gruppi giovanili 17 e 19 fino alla prima squadra senior”.

La Virtus Basket Aprilia attualmente è ottava con 20 punti, due lunghezze avanti alla Fortitudo Anagni e quattro su Don Baldo Sport Roma e Jumbo Basket Formia, che ancora non hanno perso la speranza potendo contare sul vantaggio della differenza canestri sui rossoblù. La lotta per l’ultimo spot nei Playoffs è ancora apertissima!

Foto copertina realizzata da Giuseppe Giancarli (galleria completa su basketnetwork.it)