Gaeta: fuga di talenti inarrestabile

Ogni anno sempre la stessa storia: i migliori prospetti entrano nel mirino di altri club e salutano parenti e amici per cercare fortuna calcistica lontano dalla loro città natia.

Dinamiche viste e riviste, anche troppo, non ci possiamo certo scandalizzare. Tutto legittimo, sia chiaro. Resta da capire, però, se questa tendenza tutta gaetana sia destinata a tradursi da fenomeno temporaneo a irreversibilmente cronico.

Il destino del calcio giovanile a Gaeta, intendiamoci una volta per tutte, è nelle mani dei gaetani. Se non cambierà la struttura e la proposta delle società, troppe ed impegnate a contrapporsi reciprocamente nell’esaltazione del culto della legittima concorrenza (che nello sport diversamente dal libero mercato spesso nuoce alla salute del movimento), non avremo scampo. I migliori talenti cercheranno sempre altrove quello che il “Sistema Gaeta” ad oggi non è stato in grado di produrre e servire su un vassoio a domicilio ad una popolazione in netta ed inarrestabile diminuzione per effetto del calo demografico legato alla denatalità.

Argomenti che si traducono in tesi, alibi, se preferite assist, per genitori e figli pronti a coltivare sogni ed ambizioni altrove. A Gaeta i migliori se ne vanno per cercare lavoro altrove, si legge e si sente spesso dire. E nello sport, soprattutto nel calcio, diciamolo chiaramente: purtroppo le cose sembrano destinate ad andare alla stessa maniera. Fino a quando?

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